Fiido M1 Pro: cosa c'è davvero dentro una fat bike elettrica pieghevole

 Chi entra in officina mi conosce soprattutto per le bici da randonnée: telai preparati per stare in strada venti ore di fila, ruote montate a mano, dinamo e fari che devono funzionare alle tre di notte sotto la pioggia. Per questo qualcuno si stupisce quando trova in negozio una fat bike pieghevole con le ruote grasse e l'aria da BMX cresciuta male.

La risposta è semplice: la maggior parte delle persone non deve fare Parigi-Brest-Parigi.

 Deve arrivare al lavoro, portare la bici in macchina il sabato, fare venti chilometri lungo l'Oglio senza pensarci troppo. La Fiido M1 Pro è costruita per quello, e la scelgo perché — a differenza di molte bici che arrivano dallo stesso mercato — i numeri stanno in piedi. Vediamoli. Il sensore di coppia: la cosa che conta di più, e che nessuno guarda .

Quando si compra una bici elettrica si guarda quasi sempre la potenza del motore. È la voce meno interessante della scheda, perché in Europa sono tutte da 250 W nominali e a 25 km/h l'assistenza si stacca comunque. Quello che cambia davvero la pedalata è come il motore decide quanta spinta darti. Ci sono due sistemi. Il sensore di rotazione conta i giri della pedivella: tu pedali a vuoto, lui capisce che ti stai muovendo e spinge. Risultato, la bici parte con uno strappo e continua a spingere anche quando non serve. Il sensore di coppia invece misura la forza che stai applicando ai pedali e modula l'assistenza in proporzione: spingi piano, ti aiuta piano; spingi forte in salita, ti aiuta forte. La M1 Pro monta un sensore di coppia Mivice S200. Vuol dire che la bici si guida come una bicicletta, non come uno scooter con i pedali. È una differenza che si sente al primo metro e che, in questa fascia di prezzo, di solito non c'è: è il motivo principale per cui questa bici è in negozio e altre no. Batteria e autonomia: cosa dicono i dati e cosa succede in strada La batteria è da 556,8 Wh (48 V), estraibile, e pesa 3,07 kg. Il fatto che si stacchi non è un dettaglio: significa che la porti su in casa a caricare e lasci la bici in garage, invece di stendere una prolunga fino al box.

 I dati dichiarati da Fiido, misurati con un ciclista di 75 kg su terreno pianeggiante a 32 °C, sono questi: • Modalità ECO: 88,79 km a una media di 19,27 km/hModalità Normale: 73,08 km a 21,3 km/h • Modalità Sport: 62,56 km a 23,28 km/h Sono dati onesti, ma ottenuti in condizioni ideali.

Ruote, freni, sospensioni Le ruote sono 20 pollici con copertoni CST da 4.0, antiforatura, montati su mozzi a razze fuse — cioè senza raggi. È una scelta che va spiegata, perché io i raggi li tendo a mano tutti i giorni. Il vantaggio è reale: non c'è nulla da centrare, non si rompono raggi, la ruota resta dritta anche presa male su un cordolo. Per una bici che vive in città e che spesso finisce in mano a chi non ha voglia di pensare alla manutenzione, è la soluzione giusta. I freni sono a disco idraulici su entrambe le ruote. Su una bici di questo peso non è un lusso: 26,8 kg con batteria più il ciclista, in discesa e con il bagnato, hanno bisogno di una frenata modulabile e che non richieda di strizzare la leva. In questa fascia molti costruttori mettono ancora freni meccanici, e si sente. Davanti c'è una forcella ammortizzata con 80 mm di escursione, dietro un ammortizzatore. Uniti a un copertone da 4 pollici tenuto morbido, fanno sparire il pavé, le radici e le buche. Non è una mountain bike e non va trattata come tale, ma sullo sterrato battuto — alzaie, ciclovie, strade bianche — cammina bene. Pieghevole sì, leggera no Il telaio si piega al centro, il manubrio ruota, la sella scende. Da chiusa misura circa 96 cm di lunghezza per 91 di altezza. Ci sta nel bagagliaio di una station wagon o su un camper. Detto questo, va detto anche il resto: pesa 26,8 kg con la batteria, 23,73 kg senza.

 Non è una bici da portare a spalla su tre rampe di scale. Il consiglio è di togliere sempre la batteria prima di sollevarla — sono 3 kg in meno e soprattutto è l'unico modo per non maneggiare la parte più delicata della bici. Se dovete caricarla in auto tutti i giorni da soli, valutiamola insieme di persona: potrebbe non essere la scelta giusta per voi, e preferisco dirvelo prima. Cosa faccio prima di consegnarla Le bici che arrivano imballate dal costruttore hanno tutte lo stesso problema: sono montate in fretta da chi non le guiderà mai. Prima della consegna passo sempre da questi punti. • Serraggio a coppia di tutta la bulloneria, a partire dallo snodo del telaio pieghevole e dal reggisella • Registrazione del cambio Shimano a 7 rapporti, che dalla scatola è quasi sempre da rifare • Spurgo e controllo dell'impianto frenante idraulico, con rodaggio delle pastiglie • Pressione dei copertoni impostata sul peso reale del ciclista, non sul valore stampato sul fianco • Altezza sella e rotazione del manubrio sulla misura di chi la userà • Illuminazione: in dotazione c'è il faro anteriore, dietro solo il catadiottro. Se la bici va usata anche al buio, monto un fanale posteriore alimentato, che è un obbligo del Codice della Strada da mezz'ora prima del tramonto È la stessa procedura che applico a una bici da 6.000 euro. Cambia il tempo, non il metodo. Per chi è questa bici È la bici giusta per chi si sposta in città e vuole poterli fare anche quando piove o quando l'asfalto è dissestato; per chi ha un camper, una barca o un box piccolo; per chi vuole portarsi dietro una bici in auto senza portapacchi; per chi ha problemi di equilibrio o di schiena e beneficia di una posizione eretta, di gomme larghe e di un'assistenza progressiva. Dove vederla La Fiido M1 Pro è disponibile in officina a Palazzolo sull'Oglio ed è ordinabile su mognettibike.it con spedizione in tutta Italia. Se passate in negozio si può provare: dieci minuti in sella dicono più di qualsiasi scheda tecnica, questa compresa.